Scheda città: Urbania, l’antica Casteldurante

CENNI STORICI

Urbania (17,3 Km.. dalla città di Urbino) nell’Alto Medio Evo si chiamava Castel delle Ripe e sorgeva sui col1i della riva sinistra del Metauro. Distrutta nel 1277 dal ghibellino Galasso da Montefeltro, cugino del celebre Guido, fu poco dopo riedificata, per volontà di Martino IV, dal rettore pontificio Guillaume Durand in onore del quale fu chiamata Casteldurante. Con questo nome fu conosciuta in tutta Europa per le ceramiche nel 500. Dal 1424 fece parte del dominio della Signoria dei Montefeltro Della Rovere di Urbino. I Duchi privilegiarono Casteldurante come "luogo di delizie". Dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato della Chiesa (1631). Papa Urbano VIII elevò Casteldurante al grado di Città e Diocesi (1636) mutando il suo nome in quello attuale di Urbania.

L’IMPIANTO URBANISTICO

.La cittadina costruita all’interno di un’ansa del fiume Metauro, è protetta da mura con baluardi. Presenta un impianto assai regolare, con vicoli lunghi e dritti, simili ad un tracciato d’epoca romana. Per questa fondamentale regolarità è divisa in quattro quartieri (Porta Parco, Porta Celle, Ponte Vecchio, Porta Nuova). Elementi molto caratteristici sono i loggiati. Tra i palazzi spiccano il Palazzo del Monte di Pietà attribuibile a Girolamo Genga e il Palazzo Comunale, anch’esso rimaneggiato dall’architetto senese.

MUSEO CIVICO - PALAZZO DUCALE.    www.marcheweb.com/museourbania

Imponente mole sul fiume, ristrutturato da Francesco di Giorgio Martini e poi dal Genga nel XVI . secolo, già dimora dei duchi di Urbino ospita oggi il Museo Civico. Sono conservati manoscritti, rarità librarie e una straordinaria raccolta di disegni del ‘500 e ‘600 di Barocci, Zuccari, Guerrieri,Carracci, oltre a 1000 incisioni di famosi maestri; due non comuni Globi di Gerardo Mercatore ed . importanti testimonianze delle famose ceramiche durantine. Ogni estate nel Museo Civico sono allestite mostre di eccezionale livello

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MUSEO DIOCESANO - PALAZZO VESCOVILE

Il Museo Diocesano raccoglie opere d’arte storiche di carattere religioso. Si apre con un lapidarium (epigrafi cimiteriali, reperti romanici); nella sala degli argenti sono conservati calici, ostensori, reliquiari e cimeli in oro e argento. Il Salone d’onore, destinato per le attività culturali, espone la serie dei ritratti dei Vescovi della Diocesi (1636 - 1965). Negli appartamenti vescovili sono esposti affreschi. sinopie, tele di pittori manieristici. Si possono ammirare anche codici musicali miniati in pergamena e a stampa. Proseguendo si accede alla Sala dei Ricevimenti, tipico esemplare di decorazione ottocentesca. Dopo la Sala delle Madonne, è di grande interesse la raccolta di ceramiche di Urbania, iniziando da quelle di Castel delle Ripe (1200 - 1272), Casteldurante (1272 -1636), Urbania (1636 - 1993).

LE MUMMIE DI URBANIA - CHIESA DEI MORTI .

La chiesa di fondazione romanica e con elegante portale di epoca gotica conserva nel suo retro il Cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno di mummificazione naturale, dovuto ad una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori. Nel 1833 furono esposti dietro l’altare l8 corpi già mummificati estratti dai sepolcri vicini, in seguito all’istituzione dei cimiteri extra urbani. Fra quelle più antiche vi è una giovane donna deceduta di parto cesareo, quindi. un giovane accoltellato in una veglia danzante, con lo squarcio della lama, poi la mummia dello sventurato che, si racconta, fu sepolto vivo in stato di morte apparente. Le mummie di Urbania attendono il visitatore ognuna con la sua storia da raccontare.

LE BOTTEGHE DI CERAMICA  www.ceramicheditalia.it/comuni/26.htm

Camminando per il centro storico si incontrano botteghe dì maiolica durantina. I maiolicari all’interno delle botteghe ancor oggi usano tecniche antiche. Nella sede dell’associazione "Amici della Ceramica", dove vengono svolti corsi di ceramica, è possibile avere dimostrazioni di foggiatura,, spiegazioni storiche sulla ceramica e sulla decorazione. La gamma dei colori (verde, giallo, arancione e blu) è tipica della ceramica durantina. Alla metà del XVI secolo erano attive ad Urbania ben, 40 botteghe di ceramica con l50 maiolicari per una committenza europea, con una civiltà cortigiana come sostegno, ai ceramisti durantini esprimevano una sensibilità popolare che spesso traduceva in termini artistici la metamorfosi di comuni utensili. Maestri durantini varcano i confini della penisola per. impiantare laboratori e diffondere la loro arte. Nel ‘600 e ‘700 valenti plasticatori e pittori proseguono la gloriosa tradizione. Nelle ceramiche urbaniesi le secolari famiglie maiolicare rinnovano l’arte con "L’eleganza delle sagome e là gentilezza dell'impasto. Ancora oggi nelle nuove botteghe vivono i colori e la ricchezza straordinaria delle anfore e dei piatti istoriati.

MUSEO DI STORIA DELL’AGRICOLTURA  www.museipartecipati.net

Collocato nelle cantine del Palazzo Ducale, il museo ha l’obiettivo di raccontare l’agricoltura dalle origini ad oggi e nello stesso tempo fornire una adeguata documentazione per la didattica dell’attrezzatura rurale. L’allestimento del percorso espositivo è diviso in cicli: il ciclo del grano ed il ciclo della vite e del vino, il tutto adeguatamente documentato e descritto.